Emergenza Covid nelle aziende alimentari: come affrontare l’emergenza nel rispetto degli Standard

Sara Balzotti
Autore
Project Manager
Data di pubblicazione
25 Novembre 2020

Il settore delle aziende alimentari è quello che ha sempre continuato a lavorare durante il lock down e nei successivi mesi di emergenza sanitaria, fino ad oggi, seconda ondata di emergenza. L’impegno delle aziende è sempre stato quello di garantire la sicurezza alimentare e la conformità legislativa dei prodotti immessi sul mercato, al quale si è aggiunta la pari urgenza di garantire l’adozione di adeguate misure di contenimento del contagio, finalizzate alla sicurezza dei lavoratori e alla continuità produttiva.

In questo contesto, le aziende certificate hanno dovuto anche garantire il rispetto degli standard di riferimento, la cui applicazione non sempre è stata agevole e in alcuni casi è entrata in contrasto con le suddette misure di contenimento del  contagio.

La parola a Sara Balzotti, consulente Sinergest, che da oltre 15 anni supporta le aziende nell’implementazione di Sistemi di Gestione conformi alle norme e agli standard volontari sulla Sicurezza Alimentare.

“I requisiti che hanno trovato maggiore difficoltà nell’essere garantiti sono stati ovviamente quelli legati alla necessità di interazione fra funzioni aziendali ed esterne all’organizzazione.

Affinché il sistema di gestione della sicurezza alimentare sia efficiente, infatti, tutte le norme e gli standard volontari prevendono il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le funzioni al sistema, con l’implementazione di momenti dedicati alla verifica e al monitoraggio dei dati e delle prestazioni del sistema stesso.

I processi che hanno richiesto una revisione delle modalità applicative sono stati soprattutto quelli legati alla formazione del personale, riunioni mensili del Team HACCP o del reparto produzione, conduzione degli audit interni e degli audit di seconda parte ai fornitori.

Rispetto alla formazione del personale, le aziende hanno cercato di assolvere ai requisiti cogenti in materia di formazione alimentaristi ricorrendo, quando possibile, a strumenti informativi o di e-learning. I corsi relativi al mantenimento e correzione del sistema sono stati sospesi sostanzialmente durante il lock down e riattivati in presenza nei mesi estivi, per le emergenze. In questa seconda ondata di emergenza sanitaria, le aziende sono ovviamente in difficoltà nella ripresa di tali incontri in quanto il generale innalzamento dei contagi non rende possibile l’organizzazione di incontri in presenza.

Le riunioni mensili, in presenza, del Team HACCP o del reparto produzione, anche in questo caso, sono state sospese durante il lock down facendo ricorso a strumenti informativi alternativi, che sono stati confermati anche in questa seconda ondata di emergenza.

In linea generale, gli audit interni sono stati sospesi durante il lock down e ripresi nei mesi estivi e autunnali. In questa seconda ondata, a seconda del contesto aziendale, le aziende stanno valutando i migliori strumenti per il proseguimento del processo. Le ispezioni periodiche del sito produttivo, ovvero gli audit di igiene, solitamente mensili, sono stati mantenuti con qualche sospensione nel periodo di lock down. Gli audit ai fornitori sono stati sospesi, a partire dai mesi di lock down.

Tutte le attività legate, invece, agli interventi a carico dei reparti produttivi (es. manutenzioni, tarature, pulizie, monitoraggio infestanti) sono state mantenuti con l’attenzione alla sicurezza dei lavoratori.

Per affrontate queste difficoltà, oggi più che mai gli strumenti informativi sono senza dubbio la scelta migliore. Consentono di mantenere in contatto le persone, garantendone il confronto e la condivisione dei documenti.

Per la formazione del personale, la possibilità di ricorrere a videoconferenze o piattaforme di e-learning è senza dubbio la scelta migliore. A seconda della tipologia di corso, per la verifica dell’apprendimento si può ricorrere a questionari, fruibili anche in modalità remota.

Per l’esecuzione degli audit interni e delle ispezioni in stabilimento l’adozione di apposite app è senza dubbio la scelta vincente. Tali applicazioni consentono infatti di eseguire gli audit anche in remoto, con un’adeguata raccolta delle evidenze nei reparti di produzione e condivisone dei documenti. Anche le anomalie emerse risultano facilmente condivisibili con le funzioni interessate che possono tenere sotto controllo gli stati di avanzamento delle azioni correttive definite. Tutto con la supervisione dell’Ufficio Qualità.

Con un’adeguata collaborazione, l’app audit può essere utilizzata anche con i fornitori, al fine di ottemperare ai requisiti previsti dagli standard, soprattutto BRC, e di mantenere adeguati rapporti con i suddetti.

Gli obiettivi di sicurezza alimentare infatti sono una priorità di tutte le parti interessate al mondo agroalimentare per cui la gestione dell’emergenza sanitaria sarà più leggera se si riescono a mantenere i rapporti e i contatti fra le persone”.

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