Gestione manutenzione: i 5 ostacoli all’efficienza aziendale

Massimo Vitali
Autore
Project Manager
Data di pubblicazione
17 Maggio 2023

Il processo di gestione della manutenzione ha un’importanza strategica nelle aziende perché può contribuire in maniera tangibile al miglioramento di fattori che incrementano la produttività e la competitività dell’azienda.

Il professore polacco Jasiulewicz-Kaczmarek nel 2013 scriveva: “Nell’ambiente competitivo di oggi la manutenzione è una leva fondamentale dell’efficienza organizzativa perché permette alle organizzazioni di garantire il funzionamento accurato dei sistemi di produzione e di fornire prodotti al livello di qualità richiesto.”

Cosa può determinare una corretta politica nella gestione delle manutenzioni?

Una corretta politica delle manutenzioni può determinare:

  • Aumento dell’efficienza – È importante agire sulla prevenzione delle fermate non programmate ed eventi di guasto che hanno un impatto negativo sugli indici di performance dell’azienda, poiché avendo carattere di urgenza non consentono una corretta pianificazione della produzione.
    La manutenzione preventiva o meglio ancora predittiva consente di programmare in maniera adeguata le fermate, aumentando l’efficienza complessiva.
  • Miglioramento della qualità del prodotto – Le manutenzioni consentono infatti di mantenere in perfetto stato e perfetta efficienza le attrezzature e gli impianti con importanti ricadute sulla qualità del prodotto finale.
  • Riduzione dei costi di produzione – Riducendo le fermate è possibile ridurre i costi dovuti alla mancata produzione e alla necessità di manodopera.
  • Riduzione degli scarti dovuti alle inefficienze.
  • Miglioramento del livello di servizio e dei tempi di risposta al mercato, con maggiore soddisfazione dei clienti.


Gestione manutenzione: la sua evoluzione

La gestione della manutenzione ha impatti non solo dal punto di vista tecnico-economico (asset e attrezzature) ma anche su aspetti e temi ambientali, sociali e organizzativi.

Per questo motivo da una gestione legata ad aspetti puramente tecnici (processo di reazione o prevenzione del guasto) negli ultimi anni siamo passati agli approcci ‘lean’ in cui occorre consentire che i processi siano snelli e fluidi, senza scarti, e la manutenzione partecipa quindi in maniera attiva alla lean production.

A questo si è affiancato nel tempo il tema del Green, che richiede una valutazione dell’impatto ambientale che hanno le manutenzioni, sia internamente che esternamente all’organizzazione, fino ad arrivare al concetto di manutenzione sostenibile, che tiene conto, oltre agli aspetti finanziari/ambientali, anche di quelli sociali.

I più importanti key points legati alla manutenzione sostenibile riguardano i seguenti temi:

  • Salute e la sicurezza sul lavoro
  • Risparmio energetico
  • L’intelligenza collettiva al primo posto
  • Coinvolgimento degli stakeholders
  • Progettazione del lavoro incentrata sull’uomo.

L’ultimo punto introduce il tema principale di Industria 5.0, legata all’agenda 2030 dell’ONU, dove si auspicano organizzazioni più sostenibili in cui la progettazione del lavoro sia incentrata sulle persone.

Qual è quindi il giusto approccio da adottare nell’organizzazione di un processo come le Manutenzioni?

La progettazione centrata sulle persone: Human-centered design.
È necessario valutare gli impatti dell’adozione delle nuove tecnologie sui processi aziendali, strumenti e modalità di lavoro già in uso con l’obiettivo di conciliare innovazione digitale e cambiamenti organizzativi in un ecosistema di business in costante cambiamento.

Gestione manutenzione: Elementi che ostacolano l’innovazione

Ma quali sono gli elementi più critici che nelle aziende ostacolano l’innovazione, e non solo nell’ambito della Manutenzione?

  • Inefficienza e scarsa automazione – Spesso presenti processi manuali che non consentono alcuna automazione.
  • Skill e abitudini della forza lavoro – Spesso le risorse non sono preparate al cambiamento e tendono ad ostacolarlo a causa di abitudini ad una routine consolidata.
  • Mancanza di un approccio progettuale, spesso legato ad obiettivi non chiari o alla mancanza di orientamento al risultato.
  • Mancanza di coinvolgimento del personale nella riprogettazione del processo.
  • Focus esclusivamente sulla tecnologia – L’atteggiamento esclusivamente tecno-centrico spreca la grande opportunità di mettere a frutto le capacità delle persone.

Tra i fattori da considerare nell’informatizzazione occorre tenere presente che l’azienda è composta da processi e persone. Le persone hanno una conoscenza, sono dotate di capacità di giudizio, capacità di gestire l’imprevisto, hanno una creatività che non può essere trascurata e che ha un valore.

Negli ultimi 10 anni in ambiente industriale, gli utenti hanno necessità di applicazioni/software che rispondano sempre più a caratteristiche di semplicità, velocità, usabilità.

Le tecnologie sono a servizio delle persone e non viceversa e questo ci porta ad un cambio di paradigma per cui Il fattore umano traina i processi di innovazione mentre la tecnologia non rappresenta il fine ma il mezzo per raggiungere gli obiettivi strategici dell’impresa.

Un framework di progettazione estremamente efficace è rappresentato dal ‘Human-centred Design’ che mira a coinvolgere le persone in tutte le fasi di progettazione, tenendo conto dei loro bisogni e aspettative, oltre al contesto in cui si trovano, con l’obiettivo di un’agile operatività ed un rapido risultato.

Gestione manutenzione: Human-centered Design
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